L’articolo 32 della Costituzione italiana garantisce il diritto universale alla salute. Eppure, per donne migranti e famiglie che vivono in condizioni di povertà e disagio in territori difficili questo diritto resta fragile: risorse limitate, complessità culturali, distanze, sovraccarico dei servizi territoriali ne limitano l’accesso.
Il progetto 32 Salvi Tutti, promosso da Pianoterra in partnership con la Società Italiana di Medicina delle Migrazioni (SIMM), ha risposto a questa sfida. Con il sostegno dei fondi 8×1000 della Chiesa Valdese – che da oltre cinque anni ci affianca su Napoli e Castel Volturno – abbiamo creato dei presidi di prossimità per orientamento e cure precoci in gravidanza e post-parto per riuscire a essere dove era più necessario. Risultato: 335 donne straniere con figli tra 0 e 3 anni accompagnate, di cui 52 sin dalla gravidanza; 40 incontri pre-nascita e 42 incontri post-parto a cui hanno partecipato 141 donne.
Cuore pulsante del percorso del progetto è stata la creazione di opportunità formative in medicina transculturale per operatori e operatrici socio-sanitarie dei servizi territoriali. Co-costruita con SIMM e affidata a docenti appartenenti al GrIS – una rete di professionisti e volontari socio-sanitari esperti nella tutela della salute delle persone migranti – la formazione ha coinvolto 37 operatori e operatrici delle ASL Napoli Nord 2 e Caserta in 33 ore tra formazione residenziale e workshop a cui si è aggiunto un ciclo di webinar che hanno superato le aspettative, con 161 partecipanti effettivi.
Nonostante le grandi differenze territoriali non solo tra le due ASL, ma anche tra aree diverse della stessa ASL, e l’eterogeneità delle aule (aperte sia a operatori che a dirigenti), queste sessioni hanno aperto spazi di dialogo autentico. Accanto all’espressione di difficoltà da parte degli operatori e delle operatrici (a rischio costante di burn-out per la saturazione dei servizi), è stato possibile mettere in circolo possibili soluzioni e buone pratiche e creare i presupposti per un lavoro di rete che è sempre più necessario per rispondere alle sfide della salute nelle fasce più fragili della popolazione.
Migranti e persone in povertà portano bisogni complessi che richiedono soluzioni complesse in grado di superare le barriere disciplinari e di contaminare pratiche diverse con relazioni durature. Il terzo settore dimostra qui la sua capacità di innovare, ma il cammino è e deve essere necessariamente condiviso: per questo tutti i nostri interventi nei territori prevedranno momenti di formazione interdisciplinare come questo.
Pianoterra continuerà a garantire un accesso alla salute anche nei contesti più difficili. Insieme, rendiamo l’art. 32 realtà concreta.

