Oggi ospitiamo sul nostro blog le parole di Fiamma Olivieri, in arte Te lo faccio brutto, tattoo artist di Napoli che ha fatto un dono bellissimo ai bambini e alle bambine del nostro centro educativo alla Sanità: un laboratorio creativo in cui, incontro dopo incontro, hanno potuto esplorare i loro sogni ed esprimerli con i disegni che più li rispecchiavano. Ne è venuto fuori un piccolo e dolcissimo catalogo di tatuaggi che Te lo faccio brutto proporrà ai suoi clienti, devolvendo l’intero ricavato a sostenere le nostre attività educative alla Sanità.
Diciamo spesso che l’arte e la creatività aprono mondi e generano possibilità: questo progetto ne è un piccolo, luminoso esempio. Grazie di cuore!
Questo progetto nasce da un desiderio molto semplice: incontrare i bambini nel loro modo di stare al mondo e offrire loro uno spazio in cui potersi esprimere senza il timore di sbagliare, senza dover fare le cose bene, senza dover assomigliare a qualcosa che qualcun altro ha già deciso.
Ho portato con me il disegno, che è sempre stato il mio modo di esprimermi, e ho provato a metterlo nelle loro mani. Non sapevo esattamente cosa sarebbe successo. Sapevo soltanto che volevo ascoltarli, guardarli e lasciare che fossero liberi di essere quello che sono.
Forse si aspettavano che fossi io a insegnare loro qualcosa. La verità è che, grazie a loro, ho imparato a osservare.
Ho imparato ad aspettare chi ha bisogno di più tempo, a riconoscere un cambiamento in uno sguardo, a dare valore a una mano che finalmente si alza per chiedere aiuto. Ho visto bambini arrivare in silenzio e, settimana dopo settimana, trovare il coraggio di raccontarsi. Ho visto quelli che avevano paura di sbagliare acquisire sempre più fiducia nei propri disegni. Ho visto nascere complicità, risate, domande, abbracci. Ho assistito alla felicità di chi scopre che ciò che ha creato merita attenzione.
E forse è proprio questa la cosa più bella che mi hanno lasciato: la possibilità di assistere a piccoli cambiamenti che, piccoli, non sono affatto.
Ognuno di loro mi ha regalato un modo diverso di esserci, di fidarsi, di avvicinarsi. Mi hanno ricordato che non esiste un solo modo di crescere, né un solo modo di raccontarsi. A volte basta un disegno, altre volte una domanda, altre ancora un abbraccio prima di andare via.
A un certo punto ho capito che non stavamo semplicemente facendo un laboratorio di disegno. Stavamo costruendo uno spazio in cui sentirsi visti. E non credo ci sia regalo più grande che poter trasmettere a un bambino la sensazione che ciò che pensa, immagina e crea abbia valore.
Adesso quei disegni diventeranno tatuaggi. Qualcuno sceglierà di portarli sulla propria pelle e io avrò il privilegio di trasformarli in segni permanenti. Ma spero che, insieme all’inchiostro, arrivi anche il significato più profondo di questo gesto.
Vorrei che ciascuno di quei bambini sapesse che c’è un adulto che ha scelto proprio il suo disegno. Qualcuno che lo ha guardato e lo ha trovato così bello, così importante, da volerlo custodire per sempre. Vorrei che imparassero a credere che gli adulti possono credere in loro. Davvero.
L’intero ricavato sarà devoluto all’associazione Pianoterra, perché questo progetto possa diventare anche un modo per sostenere concretamente il percorso dei bambini.
Te lo faccio brutto è nato per non sentirmi del tutto adulta, per conservare uno spazio di libertà, per non imparare a stare al mondo dimenticandomi di come lo guardavo da bambina. E questi bambini, senza saperlo, mi hanno ricordato perché ne vale la pena.
Mi hanno insegnato che crescere non dovrebbe significare smettere di immaginare. Che sentirsi capaci cambia il modo in cui si guarda il mondo. Che essere ascoltati può aprire porte che nemmeno sapevamo esistessero.
Io sono arrivata con nient’altro che le mie idee e qualche promessa. Grazie a loro, sono andata via con un sacco di disegni, un po’ più di fiducia nel mondo e la certezza che, qualche volta, per fare qualcosa di grande bisogna soltanto sedersi accanto a un bambino e chiedergli cosa vuole disegnare.

